Management, NetTV, Video, Web 2.0 Scritto da Giuseppe Rollino on Mercoledì, Maggio 2, 2007 23:23 - 0 Comments

Contenitore e contenuto

E’ un po’ di giorni che con Tiziano si parla di TV sul web. Molto (giustificatissimo) entusiasmo. Le cose nuove lo portano sempre, soprattutto a dei reduci come noi del Web 1.0. Proprio su questo, però, mi è venuto da pensare questa cosa: nel ‘99 si ragionava del web e delle applicazioni che la rete avrebbe avuto per le aziende per quanto riguarda il mercato captive e per i propri clienti interni. Molte cose interessanti sono state poi fatte, e non è male vedere che ormai molte aziende hanno una propria intranet, che fornisce applicazioni più o meno interessanti. Continuo a trovare estremamente interessanti tutte quelle applicazioni che, molto semplicemente, hanno ridotto i costi della carta all’interno delle aziende. Basti pensare che alla Tim (e credo anche alla Vodafone) la busta paga non esiste più come elemento reale ma è sempre più la notifica di un e-document disponibile presso l’intranet aziendale. Detto questo, mi chiedo se l’evoluzione delle piattaforme televisive sul web non sia sempre più qualcosa che andrà ad essere utilizzato anche dalle aziende a scopi interni. L’immaginazione è andata subito alla mia realtà lavorativa nella quale un’elevata importanza ha la formazione e comunicazione continua di tutti gli aggiornamenti di prodotto. Inoltre, alcuni di questi aggiornamenti sono relativi al diverso approccio commerciale da adottare a fronte di un prodotto che nuovo che aumenta la potenzialità d’offerta.
La platea cui ci rivolgiamo ogni volta è spesso poco attenta poiché tutta orientata alla vendita e poco propensa a fare una cosa alla quale non c’è verso di farla abituare: leggere. Capisco che l’approccio corretto sarebbe cercare di comprendere i motivi per cui esiste questa scarsa propensione alla lettura e cercare di intervenire in modo costruttivo e correttivo. Ma la verità è che alla mia azienda (giustamente) non interessa intervenire in tal senso ma, piuttosto, capire quale sia il miglior mezzo per ottenere lo stesso risultato. Un’informazione che avvenga attraverso canali para-televisivi veicolati, però, attraverso una piattaforma decisamente più agile, sia da un punto di vista tecnico che da uno economico. Insomma, a sentire Tiziano sembra tutto molto facile - e non ho motivi per non credergli. Il mezzo tecnico, quindi, sta evolvendo in termini di semplicità. E questo è sempre sinonimo di buono rispetto a cattivo.

Una carezza al posto di un discorso, il meno al posto del più, l’abbastanza al posto del tanto.

Il mezzo tecnico, insomma, c’è sempre di più. Resta il problema di sempre, però: il contenuto. Pensando a canali tematici si otterrebbe il risultato di rendere fruibile, con uno strumento abbastanza familiare ed associato ad elementi di intrattenimento (la televisione) contenuti aziendali (formazione, promozione, evangelizzazione etc.) Come fare, però, ad assicurarsi che cambiato il contenitore il risultato non cambi a causa della staticità del contenuto? Insomma, qualcosa di noioso o poco fruibile è tale sia su un documento cartaceo, sia su un e-document sia in formato video.
Credo sia giusto, perciò, affrontare il discorso sia sul piano della piattaforma (che sembra esserci e divenire sempre più fruibile) sia sul piano dei contenuti, dove la sfida resta più accattivante e dove resta viva un’altra massima che mi sembra adeguata:

Individua un bisogno e soddisfalo.

E’ semplicemente un cartone animato, lo so, ma quanta saggezza!

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