NetCinema, eMarketer Scritto da Tiziano Luccarelli on Lunedì, Settembre 10, 2007 9:18 - 0 Comments

Cinema ed Internet. Un futuro amichevole?

Ho letto un articolo di eMarketer. Lo riassumo brevemente e cerco di rapportarlo alla realtà europea, del cinema del nostro continente.

Quante possibilità ci sono di scaricare/vedere film dalla Rete? Innumerevoli. Partendo da Netflix e Blockbuster che propongono un’affitto arrivando a CinemaNow e Amazon che invece vendono direttamente. Poi c’è l’Apple iTunes Store e una serie praticamente illimitata di altri siti che propongono cinema più o meno valido ed emergente. Inoltre, non dimentichiamo che qualche giorno fa sono apparsi articoli su mega accordi degli STUDIOS statunitensi per proporre una loro versione di quello che chiamarei NetCinema. Perché il mercato, i soldi in gioco, sono tanti.

Una ricerca di ScreenDigest intitolata “Online Movie Strategies: Competitive Review and Market Outlook” (disponibile solo a pagamento) sostiene che il mercato del downloading dei film arriverà alla quota di 720 milioni di dollari nel 2011. Di questi soldi, i detentori di contenuti e gli STUDIOS, contano di beccarne almeno 530.

Arash Amel, Screen Digest senior analyst, afferma:

People want to watch films they’ve downloaded on their large screen televisions and home entertainment systems. (Le persone guardano i film che hanno scaricato sui loro televisori giganti e con sistemi di home entertainment)

Questa abitudine, sostiene Amel, si diffonderà quando i sistemi per connettere le TV alla banda larga avranno una penetrazione maggiore nel mercato. Per ora, sostengo io, il collegamento è ancora lasciato nelle capacità, più o meno evolute, degli utenti che usano hardware vario per lanciare sulla TV di casa i film scaricati in locale.

Arash, continua dicendo che gli Studios faranno prezzi all’ingrosso ai fornitori di servizio e lascieranno loro anche il 75% del guadagno. Questo farebbe diventare il NetCinema un affare a basso margine per loro. E si lancia in un esempio calzante. Se Apple ha usato la vendita della musica per spingere e diffondere a macchia d’olio gli iPod, Sony (per dirne uno) potrebbe trarre beneficio dalla vendita di hardware legato al downloading ei film, più degli stessi Studios.

Tutte le altre ricerche citate nell’articolo parlano di un sicuro incremento delle vendite, nell’ordine di milioni di dollari. Questi soldi chi li pagherà? Saranno gli utenti, sarànno gli spot all’interno di file gratuiti? Forse un mix?
Ci sono degli interrogativi interessanti ma una frase di una vecchia ricerca mi ha fatto sorridere. Come in un rutto liberatorio un analista ha scritto:

Non importa come lo si misuri, il fatto è che sempre più persone stanno guardando video e film online con una frequenza senza precedenti. Mai nel passato è avvenuto un fenomeno simile. Quanto velocemente reagirà il mondo della pubblicità? Quanto ci metteranno a trasformarlo nel più grande mercato pubblicitario di sempre?

Quindi, facendo quadrare il cerchio, o almeno provandoci, nei prossimi anni ci saranno tecnologie e banda larga, sistemi di business adeguati e un numero di utenti tali da rendere il mercato del NetCinema redditizio. Le proporzioni sono da stabilire. Detentori di contenuti, distributori digitali, NetTV. Immagino un futuro in cui, volendo creare un mio cinema online, io possa rivolgermi ad una “entità” che mi venda/affitti i contenuti. Con o senza pubblicità, in modo che io possa decidere quale esperienza di visione proporre ai miei spettatori. Ma sarebbe solo una delle mille possibilità.

La materia di cui parlo, però, è composta da molte altre molecole. Ci sono attori nel processo di “intrattenimento” che devono essere tenuti in considerazione. L’evoluzione non sempre deve distruggere il passato. Credo fortemente, ad esempio, che le sale cinematografiche abbiano un grosso problema da affrontare (i multisala sopratutto) ma che troveranno una soluzione. L’esperienza fisica del cinema è insostituibile, senza ombra di dubbio… ma è sublimabile.

Tornando all’Europa, alla sua produzione cinematografica, mi chiedo se gli analisti di eMarketer abbiano tenuto conto della mole di film che viene prodotta ogni anno in Europa. Spesso non distribuita oppure fatta circolare solo nei festival. Una mole di film che spesso non vedono la luce del proiettore di sala. Film che meriterebbero l’attenzione del pubblico ma non hanno guadagnato quella dei distributori. Non parliamo di STUDIOS ma di artigiani del cinema, professionisti che sono stati cancellati dalle programmazioni perché il cinema non è più un luogo “di massa” ma di eccellenza. Non è più un’esperienza anche visiva e cognitiva ma solo intrattenimento, rilassarsi e non pensare a nulla. (Visione del cinema come luogo che deriva direttamente dal mercato statunitense degli ultimi 15 anni e che ha infuenzato ed infulenza buona parte della produzione cinematografica targata USA).

Mi rendo conto che il mio intervento è più ascusmatico che matematico. Non sono un fine analista. Mi guardo solo attorno, ascolto e faccio le mie deduzioni. Mi piacerebbe esporre con più coerenza le mie idee ma contemporaneamente non mi piacciono i post troppo lunghi. Mi organizzo e ripropongo l’argomento in maniera organica. Vi lascio alcuni link.

Link utili e approfondimenti:
Articolo di eMarketer: Casting the Big Movie Download Roles.
Analytic Report Online Video: Making Content Pay.
Articolo: Are Movie Viewers Down on Downloads?
Number of feature films produced in the European Union - PDF - 92 KB

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